Trama
“Io non ho omicidi da raccontare, ma gioie e sofferenze e amori. E l’amore è violento e pericoloso quanto un omicidio.” È così, detto tra sé senza darvi peso, tra “le parole serene” con cui descrive l’incanto dei boschi d’estate, il mormorio dell’aria e il limpido disegno della melodia di un tordo, che Knut Pedersen lascia balenare fin dal prologo il cuore del dramma di cui sarà l’inaffidabile testimone e narratore.
Un vagabondo suona in sordina Quiz
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